Speciale 75esimo Sezione di Trento
Trentino — 01 marzo 2009 pagina 53 sezione: SPETTACOLOCULTURA E SPETTACOLI
Ogni giorno parte per il pianeta Marte, ma la sera è di nuovo sul pianeta Terra: questo è Paolo Belllutta, “Senior Member of Technical Staff of the Mars Exploration Rover” del Jpl della Nasa (Pasadena-CA) che venerdì sera ha descritto la sua esperienza all’Associazione radioamatori del Trentino in una serata dal titolo “Due passi su Marte”. «Per noi è un grande onore la sua presenza in un anno, il 2009, che ha una notevole importanza per la nostra associazione - ha detto il presidente Andrea Mongera, meglio conosciuto con la sigla IN3HEZ - Ricorre, infatti, il settantacinquesimo anno dalla fondazione e cento dal premio Nobel a Marconi per l’invenzione della radio». «Io faccio parte dello staff che controlla e manda gli ordini da eseguire a Spirit e Opportunity, i due robot semoventi che sono stati mandati sul pianeta rosso nel 2004 - ha precisato il cinquantunenne trentino Bellutta - Posso assicurare che il mio lavoro non è così facile come potrebbe sembrare». La giornata tipo prevede un primo meeting in cui si verifica quanto è successo il giorno precedente, vengono analizzate le risorse a disposizione, poi si sviluppa il programma per il giorno successivo. C’è, poi un’altra riunione per confrontarsi e per predisporre i dettagli della attività. «Ogni giorno è un po’ come programmare ex novo un pc» racconta Bellutta. Segue un’altra riunione e la predisposizione della bozza, alla fine tutti i dati vengono raggruppati, immessi in un server che verifica la regolarità e il tutto poi viene inviato ai due rover. A quella che è l’attività normale giornaliera si aggiungono i problemi che si verificano lungo il percorso. «Una volta è capitato a uno dei due robot di insabbiare le due ruote e quindi non poteva più procedere» ricorda Bellutta. Per cercare di risolvere la situazione sono state fatte delle simulazioni e, dopo una retromarcia di 21 giorni, il mezzo si è disincagliato. I due rover, che si trovano ai due angoli opposti del pianeta, sono stati mandati con lo scopo di appurare se su Marte ci sia mai stata acqua allo stato liquido. Dalle analisi fin qui ottenute sembra che in effetti tale possibilità si sia verificata. (l.i.)